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l’Editoria come strumento di valorizzazione del patrimonio culturale

 

 

Il progetto di alternanza scuola lavoro “Metti una redazione in una redazione” rappresenta il secondo anno del PCTO degli studenti del Liceo linguistico della classe 4 LG dal titolo “l’Editoria come strumento di valorizzazione del patrimonio culturale”. Questa redazione ha avuto come protagonisti gli studenti, come tutor esterno il dott. Dario Raffaele, redattore del Quotidiano di Sicilia (www.qds.it) e come tutor interno la prof.ssa Marcella Labruna.

Gli studenti, in veste di giornalisti, hanno quindi partecipato in prima persona, al convegno sul patrimonio culturale dal titolo “Beni Culturali: dai depositi alla valorizzazione”, che si è tenuto a Catania, presso il Centro Fieristico ”Le Ciminiere”, nei giorni 24 e 25 febbraio 2020.

L’incontro, si  è aperto con l’intervento del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, e a dirigere il comitato organizzatore è stata la soprintendente etnea Rosalba Panvini, con i contributi del dirigente generale Dipartimento BB. CC. e dell’identità siciliana, Sergio Alessandro, Fabrizio Nicoletti funzionario direttivo archeologo, Simona Modeo presidente Sicilia Antica, i manager Sac Nico Torrisi e Francesco D’Amico, il presidente IRFIS Giacomo Gargano e Mario Bevacqua per la universal federation travel agent’s association.

Dalla prima sezione, dedicata all’analisi della letteratura sui depositi dei musei, è emerso, soprattutto per quanto riguarda i depositi, una importante lacuna di una catalogazione definitiva e completa - nonostante i tentativi da parte degli studiosi per giungere ad una stima attendibile - dei beni culturali presenti nella nostra regione, soprattutto relativamente ai beni mobili. In apertura dei lavori, il soprintendente prof.ssa Rosalba Panvini ha denunciato lo stato di trascuratezza e abbandono in cui versano questi straordinari giacimenti di cui poco si conosce, sottolineando il fatto che non si tratta di reperti di secondo ordine, bensì di opere d’arte “sfortunate”, non portate alla fruizione dei visitatori per la scelta di un determinato percorso museale.

“I depositi dei musei sono un mondo a parte, sottolinea Bevacqua, pezzi dimenticati che spesso nascondono storie importati”.

Il manager propone di dar vita a una rete di “Archeological Hotels”, affidando uno o più reperti a strutture di livello “esposti in modo professionale, con uno storytelling emozionale che catturi il visitatore e stimolare in lui la curiosità di visitare luoghi con storia e paesaggio straordinari che ne fanno un unicum rispetto ad altre offerte di turismo culturale”.

La Regione dispone di ben 53 depositi principali (per semplificare se ne sono esclusi altri minori sempre di competenza regionale): 9 Agrigento, 5 Caltanissetta, 5 Catania, 8 Messina, 7 Palermo, 3 Ragusa, 7 Siracusa, 5 Trapani. Ad essi vanno aggiunte altre strutture di competenza comunale, dove gioca un ruolo determinante la qualità degli amministratori locali;

Il progetto prevede un accordo generale tra Regione (Assessorato regionale BB. CC. e dell’identità siciliana), e Federalberghi che fissi principi e obblighi, vincolante per le soprintendenze, stabilendo: requisiti, criteri di scelta, durata dell’accordo, modalità espositive. Occorrerà formare gli addetti alla reception, ma sarà bene promuovere la formazione di tassisti e operatori enogastronomici avvalendosi di scuole e istituti superiori, università, accademie di Belle Arti, licei artistici
La mancanza di un quadro di riferimento completo e di strutture idonee alla esposizione  comporta inevitabilmente una forte criticità in merito alla definizione di criteri di selezione delle priorità, alla definizione degli investimenti e degli interventi di tutela e conservazione, nonché di valorizzazione del patrimonio.
La conoscenza del nostro patrimonio è, infatti, il presupposto fondamentale per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dello stesso, per attuare politiche di intervento mirate alla sua promozione e fruizione, pena l’oblio e la perdita dell’identità culturale.
Una lacuna unanimemente esplicitata anche dalle considerazioni dei relatori intervistati ,al fine di consegnare una visione il più completa possibile dell’argomento.

Si dovrebbe ripensare alla gestione del patrimonio culturale: alle soprintendenze andrebbe lasciato il ruolo di «guardiani» del patrimonio, mentre le strutture alberghiere  ben attrezzate e protette potrebbero diventare soggetti custodi, del patrimonio culturale che molto spesso giace nei depositi, non valorizzato, fruito e studiato.

Gli studenti di 4 LG

Il referente per i beni culturali Marcella Labruna