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ARCA dei Suoni” (ARchivio Condiviso e Aggiornabile dei Suoni) nasce per iniziativa della U.O. IX – Nastroteca/Discoteca del Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica, fotografica, aerofotografica, fotogrammetrica e audiovisiva dei beni culturali e ambientali della Regione Siciliana (CRICD).

Esso intende promuovere attenzione per le problematiche inerenti alla raccolta dei dati relativi ai beni culturali, da vivere come patrimonio comune, nonché diffondere informazione coerente e qualificata sulle metodologie e le procedure di rilevamento e documentazione, attraverso iniziative di formazione.

In particolare, il progetto si sviluppa nell’ambito dei beni culturali immateriali o intangibili o ‘volatili’ - secondo la definizione suggerita dall’antropologo A. M. Cirese -, con l’intento di favorire il recupero e la valorizzazione di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e saperi facenti parte del patrimonio culturale delle comunità che costituiscono il complesso tessuto socioetnoantropologico della nostra regione.

In fase iniziale, "ARCA dei Suoni" è rivolto a istituti di istruzione secondaria che - per motivi logistici - saranno individuati nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento, e si propone di contribuire all’aggiornamento dei docenti e al coinvolgimento degli allievi in attività di documentazione dei beni culturali, attraverso interventi di carattere didattico-educativo mirati all’incentivazione di competenze certificabili ed eventualmente spendibili sul mercato del lavoro.

L’iniziativa è alla base di un più vasto programma - elaborato dalla Nastroteca/Discoteca del CRICD - di educazione alla conoscenza dell’archivio sonoro come complemento essenziale della fruizione del museo demoetnoantropologico. Mentre quest’ultimo, infatti, conserva beni materiali come testimonianza di ritmi produttivi di civiltà del passato, l’archivio ne custodisce le voci e i suoni, attraverso la documentazione di fonti che rinviano a civiltà spesso prevalentemente basate sulla comunicazione orale. L’uno promuove la conoscenza degli oggetti come segni, l’altro ne valorizza e salvaguarda i documenti orali che attestano la periodica scansione dei ritmi produttivi e del ciclo della vita.

Tuttavia, tale patrimonio non costituisce un retaggio statico ma dinamico. Esso muta nel tempo e talvolta si rinnova in forme che, sostituendo le precedenti, ne determinano la definitiva perdita. Questa consapevolezza rende indispensabile attivare strumenti di osservazione e di analisi del territorio, rafforzati da tecnologie dell’informazione e della comunicazione sempre più efficienti ed accessibili, attraverso un’azione che non può che trovare nel mondo della scuola il suo partner ideale.

In particolare, docenti e allievi avranno modo di approfondire - insieme agli esperti del centro - le seguenti tematiche:

  • Gli archivi sonori: che cosa sono, come si costituiscono, come si utilizzano nella ricerca e nelle attività produttive, che ruolo hanno nell’organizzazione dei servizi museali;
  • Metodologia della ricerca dei beni culturali immateriali: organizzazione e conduzione della ricerca sul campo;
  • La documentazione sonora e audiovisiva: la realizzazione delle registrazioni e la gestione delle informazioni attraverso le schede di documentazione sonora;
  • Documentazione ‘in vitro’;
  • Lo studio di registrazione e la rielaborazione delle tracce sonore: i sistemi tradizionali, l’intervento delle tecnologie informatiche;
  • Incremento dell’archivio sonoro: interazione con il territorio ‘in presenza’ e ‘a distanza’;
  • Gli archivi on-line;
  • Utilizzo dei Content Management Systems nell’interazione con il territorio per la salvaguardia dei beni culturali;
  • Virtual Libraries e Web Communities: l’utilizzo dei blog, dei forum e delle aule virtuali.

La collaborazione con le scuole permetterà inoltre agli operatori del CRICD di perfezionare le proprie strategie di interazione con il territorio, ai fini della documentazione, della conservazione, della salvaguardia e della valorizzazione dei beni culturali, nonché di dare impulso ad una più incisiva azione di divulgazione scientifica nel campo della conoscenza del patrimonio culturale della Regione Siciliana.

Il progetto si articola in tre fasi principali, precedute da attività propedeutiche, centrate su:

  • sensibilizzazione al valore dei beni culturali immateriali nella loro funzione di segni dell’identità culturale, sotto il profilo storico, sociologico, linguistico e antropologico, senza trascurare il loro possibile collegamento alle prospettive di sviluppo sociale ed economico delle comunità di cui sono espressione;
  • formazione e abilitazione di soggetti in grado di cooperare nel campo della salvaguardia e del recupero di giacimenti culturali immateriali, sia in funzione di formatori che di operatori, attraverso la trasmissione di nozioni, metodologie e strumenti per il rilevamento, il monitoraggio e la conservazione ordinata dei documenti sonori;
  • modalità di raccolta e di conferimento dei documenti sonori agli organismi deputati alle funzioni di custodia e di valorizzazione, attraverso l’utilizzo degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nella prospettiva della costituzione di una rete di interazione permanente.

Ciascuna fase prevede attività di informazione e di formazione, di trasmissione di saperi e di procedure, a beneficio degli insegnanti e degli studenti degli istituti coinvolti e - a partire dal completamento delle fasi propedeutiche - rappresenta momento di valutazione della fase precedente e opportunità di validazione degli strumenti prodotti.

Nel corso della fase A, verranno svolti, presso la sede del CRICD, seminari, indirizzati a gruppi di insegnanti degli istituti partner e relativi a:

  • definizione critica e ragionata degli oggetti della ricerca, sotto il profilo storico, giuridico, etnoantropologico, linguistico, musicologico etc. e conoscenza delle fonti di un archivio sonoro;
  • analisi delle vocazioni e delle risorse culturali del territorio.
  • elaborazione di strumenti di carattere didattico e divulgativo da utilizzare nell’interazione educativa con gli studenti;
  • pianificazione di iniziative formative rivolte agli studenti nei vari istituti, con la collaborazione degli esperti del CRICD, sulla base dei materiali elaborati. Tali iniziative potranno essere inserite nella quota autonoma di programmazione curricolare di ciascun istituto coinvolto ovvero avviate come progetti integrativi del POF;

La fase B, durante la quale studenti e insegnanti saranno invitati a collaborare, comprenderà la trasmissione di saperi e procedure relativi a:

  • metodologia della raccolta e dell’organizzazione dei dati per l’aggiornamento degli archivi sonori;
  • presentazione delle tecnologie audiovisive disponibili per la raccolta e loro uso;
  • presentazione delle tecnologie informatiche per la formalizzazione dei dati e il loro trasferimento agli organismi deputati alla conservazione e alla valorizzazione.

Durante la fase C, le conoscenze e le competenze acquisite nel corso delle precedenti fasi permetteranno l’avvio di campagne di raccolta che si convertiranno nella produzione di elaborati, nella forma di registrazioni corredate da schede descrittive e confezionate in file pronti per essere caricati su un CMS (Content Management System) dedicato, ‘museo virtuale’ aperto alla partecipazione bidirezionale.

Il progetto scaturisce dalla constatazione della natura dinamica del patrimonio culturale immateriale e della necessità di creare e condividere con il territorio strumenti che da un lato permettano di seguirne l’evoluzione, cogliendone con rapidità i mutamenti, e dall’altro consentano di fissarne con tempestività le manifestazioni, condividendole con la più ampia platea di fruitori e stimolando azioni di approfondimento scientifico.

Esso prende le mosse dalla convinzione che la necessità di preservare e salvaguardare la diversità culturale nonché l’emergenza derivante dalla volatilità di gran parte del patrimonio che tale diversità esprime, impongano la partecipazione attiva del cittadino, non necessariamente specialista - almeno a certi livelli - e una condivisione generalizzata di obiettivi e strategie.

Il progetto “ARCA dei Suoni”, attraverso l’attività strutturata di diffusione di conoscenze e competenze qualificate che si concretizzano, di fase in fase, nella progressiva produzione di nuovi strumenti di lavoro, intende offrire a studenti e insegnanti una significativa opportunità di aggiornamento e riqualificazione professionale e, nello stesso tempo, proporre un modello di interazione attiva col territorio che potrà trovare applicazione in ulteriori ambiti disciplinari.

Tommaso Ribaudo

I registratori adottati per la realizzazione del progetto e affidati agli Istituti partner:

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