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Più che un concerto, una lezione di grande jazz per confermare la superlativa cifra strumentale di Lewis Nash. In primo piano i valori della miglior tradizione hardboppistica, rinvigoriti con trascinante dinamismo ed un sound di gruppo ancora inarrivabile per le ritmiche europee.

In cattedra il batterista statunitense fin dal primo brano del concerto ("Without a Song") per strabiliare il pubblico con un drumming duttile e magniloquente, aperto a repentini cambi di climi e giochi vertiginosi di scomposizioni metriche.

 

Sugli scudi anche gli altri componenti del quartetto ed in particolare il sassofonista Steve Wilson. Tutta da assaporare la sua sonorità piena e rotonda al sax alto e soprano, nel passare con naturalezza da trascinanti blues ad audaci (ri)armonizzazioni di Duke Ellington e Fats Waller.

Incisivo e pieno di slancio con il suo dinamico walking è stato il contrabbassista Rosario Bonaccorso, mentre le strategie musicali del gruppo mettevano un po’ in ombra il pur eccellente pianista Dado Moroni.

Formazione: Lewis Nash (batteria); Steve Wilson (sax tenore e soprano); Dado Moroni (pianoforte); Rosario Bonaccorso (contrabbasso).