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Il progetto “Alternanza scuola-lavoro” serve ad agevolare le scelte professionali degli studenti attraverso momenti di permanenza in strutture diverse dal proprio liceo, dove mettere a frutto le conoscenze e competenze scolastiche in un lavoro vero. Già da tre anni il liceo statale “G. Lombardo Radice” sottoscrive convenzioni di questo tipo con strutture pubbliche o private: alberghi, soprintendenze, università, musei, scuole primarie o dell’infanzia. Questa intervista approfondirà l’alternanza presso il Parco Archeologico Greco Romano di Catania.

Responsabile di questa attività per il Parco è il dott. Fabrizio Nicoletti che, alle nostre domande sulle difficoltà di questo progetto risponde serafico: “Nessuna difficoltà, ma tanta partecipazione e freschezza giovanile. Gli alunni che negli anni si sono avvicendati hanno tutti contribuito ad avvicinare il Parco alla città e hanno aperto i loro occhi interessati sui propri beni culturali. Documentarsi sui siti, tradurre in varie lingue le brochure o i pannelli informativi del teatro antico di Catania o delle terme romane della Rotonda o dell’anfiteatro, cimentarsi nel ruolo di guida turistica che spiega ai visitatori stranieri l’evoluzione di questi superbi monumenti ha reso gli studenti dei lavoratori consapevoli di cosa significa veramente, non in astratto, valorizzare i beni culturali.”

Questa esperienza è stata senza dubbio utile per gli alunni, ma quanto questo rapporto di lavoro ha arricchito un ente come il vostro?: “Abbiamo avuto numerosi apparati didattici e turistici tradotti in inglese, francese e spagnolo. Addirittura un intero libro, destinato proprio agli studenti. Sono traduzioni per le quali avremmo dovuto pagare. Ma al di là del risultato lavorativo il Parco ha realizzato il suo dovere istituzionale, cioè riportare la gente nei suoi monumenti antichi e valorizzare l’archeologia catanese.”

In che senso una futura guida può diventare migliore attraverso l’alternanza scuola-lavoro? Ed è possibile immaginare un risvolto economico nel futuro di questi ragazzi?: “Tutto parte dalla conoscenza dei propri beni culturali. La guida migliore è quella che conosce di più e meglio. Dalla conoscenza nasce poi la consapevolezza dei propri beni culturali e del loro valore che, attraverso una buona formazione, l’esperienza lavorativa e soprattutto l’iniziativa personale genera la valorizzazione. E la valorizzazione, se ben realizzata, genera sempre risultati economici sorprendenti. I beni culturali sono il grande futuro inesplorato della nostra economia. Un futuro probabilmente con poche alternative. Un esempio spiega questa verità meglio di tante parole: di tutti gli assessorati regionali quello dei beni culturali, nonostante sia il più grande e nonostante la crisi, è l’unico economicamente in attivo, perché guadagna più di quanto spende. Tutti gli altri assessorati (agricoltura, industria, ecc.) sono in passivo e ricevono soldi dai beni culturali. Quando si dice che con la cultura non si mangia…”

Il dirigente del liceo “G lombardo Radice”, professoressa Pietrina Paladino, dichiara: “Il progetto ha una forte valenza didattica sotto molti punti di vista. Certamente potenzia conoscenze e competenze, sia in ambito didattico che di cittadinanza, in un rapporto di collaborazione tra Scuola e Amministrazione dei Beni Culturali, ma favorisce negli alunni anche consapevolezza e intraprendenza. Gli alunni finiscono per utilizzare gli spazi del Parco per creare i loro eventi inserendosi a pieno titolo nel dibattito culturale di Catania.”