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Il Liceo Classico Statale “G. G. Adria” di Mazara del Vallo ha aderito ben volentieri all’invito di partecipare al progetto “Arca dei Suoni” promosso  dal CRICD dell’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia.

Partecipare a questo progetto infatti ha significato invitare i ragazzi a recuperare suoni e immagini di un passato che,  anche se abbastanza vicino nel tempo, era, e forse è, destinato irrimediabilmente all’oblio, occultato da espressioni e modi di dire provenienti da culture “altre”.

Abbastanza sentita è stata la partecipazione degli alunni, molti dei quali sconoscevano quasi del tutto termini ed espressioni del dialetto siciliano: la curiosità verso un mondo fatto di racconti, scongiuri, litanie, preghiere, canti, e pratiche popolari è stata sostenuta e guidata dagli anziani (nonni e bisnonni) che con un pizzico di nostalgia e con un certo orgoglio hanno colto l’opportunità di rivivere piccole e grandi esperienze della loro vita trascorsa e trovato un momento per ricordare insieme ai giovanissimi, un passato ancora presente alla loro memoria.

Sul progetto sono stati opportunamente istruiti sia le docenti che gli allievi mediante una serie di incontri a cura dei responsabili regionali, che si sono svolti sia presso la sede del CRICD di Palermo sia presso i locali del Liceo Classico di Mazara.

Il progetto, grazie anche alla disponibilità della Dirigente, Prof.ssa Maria Rosa Ampolilla, è stato portato avanti dalle docenti, proff.:Vincenza Anselmo, Rosanna Caci, Ninfa Stallone insieme agli alunni delle classi IV e V ginnasiale del corso B.

Inizialmente gli allievi sono stati riuniti all’interno della scuola in ore pomeridiane ed è stata comunicata loro la specificità dell’attività da svolgere.

Ad ogni gruppo di  allievi è stato affidato uno dei registratori (avuti dal CRICD in commodato d’uso) e sono state date ulteriori delucidazione sul modo di portare avanti il lavoro, fare le interviste e le registrazioni..

Gli allievi hanno accettato con entusiasmo ed hanno iniziato le ricerche a partire dalle loro famiglie chiedendo la collaborazione dei nonni, degli zii e dei parenti più anziani. Sono andati in giro a registrare i canti della processione ed a filmarne le immagini, hanno intervistato i loro nonni e le loro nonne e si sono fatti raccontare le storie della loro vita; hanno filmato l’attività di un anziano “nassarolo”, cioè intrecciatore di nasse da pesca, hanno registrato canti sacri e profani, poesie, modi di dire e soprannomi.

E‘ stata un’esperienza didattica e formativa di profondo spessore culturale ed umano che ha avuto una ricaduta di grande positività presso gli allievi e le loro famiglie in quanto ha rinnovato o creato ex novo un legame fra gli anziani spesso dimenticati ed i ragazzi sempre più spesso distratti da mille altre cose accattivanti, ma non sempre positive, della tecnologia moderna.

Un progetto molto valido che andrebbe portato avanti perché ci offre il modo di recuperare una parte importante delle nostre tradizioni locali, i suoni, le melodie di antiche ninne nanne, le filastrocche, i modi di dire i proverbi, di recuperare un importante patrimonio culturale “immateriale” che rischia di essere macinato dalla inarrestabile ruota del “progresso”.

Proff. Vincenza Anselmo, Rosanna Caci, Ninfa Stallone