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Conoscere il passato può farci crescere nel presente.. l'Arca dei Suoni è un progetto che ha aiutato noi tutti ad apprendere gli usi e le tradizioni della nostra "Trinacria". Un'esperienza interessante ascoltare le storie di vita di alcuni anziani desiderosi e felici di raccontarci le loro storie.. sopratutto perchè le vorrebbero rivivere. Ricordare il passato fa sì che ci si renda conto di quello che si ha e ci fa anche riscoprire alcuni valori che oggi stanno scomparendo....!

Giorgio Marino

È stata una bella iniziativa quella di far conoscere ai giovani abitudini e tradizioni del passato, ritornare alle proprie origini: si riscopre quella parte di noi legata alla nostra terra. È stata una bellissima esperienza... girovagare per la città in cerca delle persone più anziane, che potessero raccontarci la vita negli anni passati, la fatica e i segreti dei loro mestieri, ma anche le filastrocche "che fanno passare tutti i mali". È stato un "momento" che ha rianimato i nostri nonni. Questa ricerca ci ha aiutato a non dimenticare anzi a tramandare...

Paola Gonnella

 

Gli alunni della IB:

 

Purtroppo oggi noi ragazzi non ci rendiamo conto dell’importanza che possono avere la storia, la cultura e le tradizioni del nostro passato.  Ed è grazie alla partecipazione al progetto “Arca dei Suoni”,  che io ho capito quanto le tradizioni della nostra terra rappresentino una realtà che non deve essere dimenticata ma deve essere necessariamente recuperata, esplorata e conosciuta da tutti, soprattutto dai giovani. Partecipando a questo progetto sono riuscita a proiettarmi in una realtà, diversa dalla mia e che conoscevo poco ma che mi ha particolarmente interessata. Questa iniziativa si è rivelata come una magnifica esperienza che mi ha aiutato a conoscere meglio il dialetto siciliano, ovvero “la lingua” dei nostri nonni che mi hanno aiutato e sostenuto nella ricerca dei testi. Auguro questa esperienza a tutti.

Anita Di Gregorio

Quando mi hanno offerto l’opportunità di partecipare alle attività del progetto “Arca dei Suoni”, non ero particolarmente convinta, ma non appena sono venuta a contatto con questa nuova esperienza ed ho cominciato a cercare le antiche poesie in dialetto ed a chiedere ai miei nonni di “raccontarmi” episodi della loro giovinezza, mi sono resa conto che il mio passato, una realtà della quale non conoscevo l’esistenza, poteva veramente interessarmi. Questa ricerca è stata per me non solo un arricchimento culturale ma anche un significativo momento di crescita, un viaggio nel passato che mi ha aiutato a conoscere ed apprezzare la mia cultura e le mie origini. Inoltre, devo dire che mi sono davvero molto divertita a scoprire atteggiamenti e modi di dire popolari piuttosto pungenti e sarcastici. Ho preso sul serio questa avventura e spero che quello che per ora è stato solo un semplice progetto scolastico possa maturare in una vera e propria passione per la ricerca delle nostre tradizioni.

Jolanda Fiume

Solitamente noi ragazzi sottovalutiamo l’importanza della cultura legata alle tradizioni locali ed in particolare della nostra cultura siciliana.

Grazie al progetto “Arca dei Suoni” però, ho imparato a rivalutare le mie considerazioni riguardo alla  cultura, alle tradizioni e alla storia della Sicilia che, sebbene poco distanti in ambito temporale dalla mia realtà, per me erano del tutto sconosciute. Sono così riuscita a proiettarmi in un mondo particolarmente interessante che mi ha affascinata e invogliata a cercare, scoprire, esplorare e conoscere le tradizioni della mia terra!

Simona Paleino

Ai giorni nostri si tende sempre di più a dimenticare quella che è stata la nostra lingua nel tempo e che ha profondamente caratterizzato la nostra cultura letteraria con i suoi detti e proverbi che sono rimasti impressi nella mente di chi adesso è anziano come, ad esempio, la maggior parte dei nostri nonni. Grazie al progetto “Arca dei suoni” è stato possibile però ricercare e trovare questi detti, aneddoti e racconti sulla vita quotidiana o anche su occasioni particolari appartenute al passato, soprattutto grazie anche al racconto di persone più anziane che hanno vissuto direttamente queste esperienze. Penso che questo progetto sia stato  davvero utile perché ci ha offerto la possibilità di “conservare” nel tempo il nostro antico e importantissimo patrimonio linguistico, letterario e culturale così da non dimenticare quella che è stata la nostra lingua parlata e le nostre usanze attraverso i secoli.

Paola Bono

Partecipando a questo evento così straordinario, ho capito  l’importanza del nostro dialetto siciliano che spesso purtroppo da noi giovani viene sottovalutato.

La mia impressione sul progetto “arca dei suoni” è stata ottima, ricca di emozioni  e di avvenimenti che mi hanno aiutato (grazie anche ai miei genitori ed ai miei nonni) a proiettarmi in un'altra realtà, una realtà da me del tutto sconosciuta. Tale iniziativa mi ha fatto crescere interiormente e tutt’ora posso dire di essere fiera di aver partecipato ad un progetto culturale così affascinante!!

Maria Montalbano

Oggi nella nostra società siamo diventati quasi estranei alla nostra cultura e soprattutto al nostro dialetto, che per vari motivi non è molto usato quando parliamo quotidianamente. Grazie al progetto “Arca dei suoni” stiamo cercando di non perdere parte di storia della nostra città e cercare di recuperare la nostra cultura come qualcosa che possa arricchire sia noi sia altre persone.

Questo progetto è stato utile e molto divertente per tutti coloro che hanno partecipato, non accorgendoci che grazie alle poesie, ai canti e alle recite abbiamo arricchito e portato alla luce ciò che rischiava ormai quasi di perdere. Spero che il nostro lavoro possa essere stato utile sia per noi che per tutti gli altri e vorrei che ciò che abbiamo registrato: i ricordi delle persone che hanno trascorso tutta la loro vita cercando di recuperare  queste conoscenze e tanti altri ricordi possano continuare a restare intatti per sempre.

Mary Leone

Sono Anna Di Stefano e frequento il Liceo Classico “G.G.Adria” di Mazara del Vallo. Quest’anno la partecipazione al progetto “Arca dei Suoni” è stata una bella esperienza poiché ci ha fatto maturare, attraverso questo progetto abbiamo acquisito maggiore senso di responsabilità e con impegno e costanza abbiamo raggiunto il nostro obiettivo cioè la ricerca e la lettura delle poesie in dialetto siciliano antico che è stata la cosa più importante.

Partecipando a questo progetto noi tutti, attraverso la ricerca delle testimonianze della cultura immateriale, abbiamo potuto toccare con mano alcuni aspetti della nostra tradizione e della nostra storia che sarebbe ingiusto trascurare o dimenticare del tutto. Il dialetto siciliano fa parte delle nostre radici storiche e culturali  e io stessa non di rado lo parlo con gli amici ed i familiari.

Ringrazio tutti i miei compagni per la collaborazione e la serietà con cui hanno partecipato al progetto ed in particolare la Prof. Anselmo per averci trasmesso la straordinaria passione per il proprio lavoro e per averci guidati e seguiti in quest’esperienza davvero eccezionale.

Sono felice di aver avuto la possibilità di partecipare a questo progetto culturale. Impregnarci di cultura, sapere e storia, è stata un’emozione bellissima che volentieri ripeterei più e più volte. Ci siamo impegnati, sì, ma è stato anche un momento di gioia, lo consiglierei a tutti i miei coetanei.

Anna Di Stefano

Mi chiamo Valentina Grilli e frequento il Liceo Classico “G.G Adria” di Mazara del Vallo.

L’esperienza del progetto “Arca dei Suoni” mi è piaciuta tantissimo e me ne ricorderò sempre.

Insieme ai miei compagni sin dall’inizio ci siamo appassionati al progetto e con la stessa passione lo abbiamo portato a termine, abbiamo fatto la ricerca di testi e di poesie in siciliano che poi abbiamo imparato anche a recitare, grazie anche all’aiuto della professoressa Anselmo, e se il progetto si ripetesse, sarei felice di potervi partecipare ancora, impegnandomi ancor più.

Valentina Grilli

Partecipando a questa interessantissima esperienza, quale appunto il progetto “Arca dei Suoni”, sono venuta a contatto con una realtà che mi era completamente sconosciuta.

Mi sono catapultata in un’avventura che mi ha sicuramente fatto maturare sia culturalmente che umanamente. Tutti noi insieme, andando alla ricerca di antiche poesie e di antiche canzoni, abbiamo sviluppato valori quali il lavoro di squadra, il poter collaborare l’uno con l’altro.

Mi sono divertita e messa alla prova.

Inoltre, cosa veramente più importante, interessantissimo è stato l’aver potuto confrontare il nostro modo di parlare in dialetto siciliano (ovvero quello che noi ragazzi crediamo sia il dialetto siciliano) con quello dei nostri nonni e alcuni bisnonni. Sicuramente è stata un’esperienza eccezionale, il risultato ottenuto è stato ottimo e  siamo cresciuti parecchio.

Marika Marceca

Tutto è cominciato come un semplice progetto scolastico, ma col tempo è diventato molto di più. Rivisitando le vecchie testimonianze di una Sicilia ormai dimenticata, o forse mai conosciuta, soprattutto dai miei coetanei, ho imparato ad avere un rapporto diverso con la cultura, scoprendo in particolare la cultura della mia terra, la mia storia, le mie tradizioni che, se pur raccontate con frasi semplici in dialetto antico, hanno una grande espressività ed una grande efficacia.

È stata un’esperienza molto interessante che mi ha particolarmente coinvolto e fatto crescere.

Eleonora Fiorentino

Inizialmente avevo deciso di aderire a questo progetto solo per avere un riconoscimento in ambito scolastico (il credito), ma successivamente mi sono accorto che tale attività aveva attivato in me un qualcosa di molto positivo. E’diventata come una passione che mi ha coinvolto e divertito.

Insieme ai miei compagni abbiamo ricercato antichi testi di poesie, detti e proverbi e mi è piaciuto molto ritrovare, far rivivere e soprattutto imparare a pronunciare un dialetto, o meglio una lingua, quella siciliana, che purtroppo sembra ormai quasi irrimediabilmente perduta. È stata un’importante opportunità aver potuto  far parte di questa squadra di “ricercatori” della lingua perduta.

Sergio Marino