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Non solo rumore…

Giovedì 31 Marzo 2011, presso il Centro Arrupe di Palermo, via F. Lehar N. 4, si è tenuto un incontro sul tema:

"Il valore del paesaggio sonoro come risorsa urbanistica e turistica"

promosso dal Gruppo di studio per il Paesaggio sonoro dell’Ars Nova Associazione Siciliana per la Musica da Camera e dalla Sezione di Palermo di Italia Nostra.

Il programma prevedeva interventi di:

Domenico Cogliandro, architetto; Antonio Covais, ingegnere; Marco Gullo, ingegnere; Piero Longo, storico dell’arte; Vincenzo Lo Cascio, tour operator; Giulio Pirrotta, operatore musicale; Antonio Sansone Santamaria, Dirigente Unità operativa Fisica ambientale – Palermo ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) Sicilia; Michele Buffa, Dirigente Servizio Piano paesaggistico regionale - Regione Siciliana; Domenico Sciajno, musicista.

Ha moderato il dibattito Adriana Chirco.

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All'incontro hanno partecipato architetti, ingegneri competenti in acustica ambientale, musicisti/soundscape composer, un operatore turistico, uno storico dell’arte, funzionari regionali che si occupano di pianificazione paesaggistica e di regolamentazione dell’impatto acustico, con interventi che hanno presentato le differenti prospettive di lettura ed interazione con la realtà sonora nell’ambiente (la fisica acustica, l’urbanistica, la musica) e con la sua regolamentazione e fruizione.

Il tema dell’incontro nasceva dalla considerazione che la percezione del sonoro d’ambiente nell’opinione pubblica è prevalentemente focalizzata sul suo effetto inquinante, il rumore. La nostra attenzione è sollecitata dai decibel della pressione sonora derivati dal traffico automobilistico caotico, dagli aeroporti, dai motori delle officine artigianali ed industriali.

Tuttavia, dalle indicazioni fornite dagli studi sul paesaggio sonoro avviati dal musicista canadese Raymond Murray Schafer, si scopre la prospettiva strategica costituita dalla valorizzazione del paesaggio - e di quello sonoro in particolare - come elemento qualificante del patrimonio ambientale e culturale.

L’intento di fondo è stato quello di proporre il tema del paesaggio sonoro come aspetto della realtà ambientale e paesaggistica del territorio, nella prospettiva di un’adeguata gestione e valorizzazione culturale, civica ed anche economica, che si fondi sulla conoscenza dei suoi parametri scientifici e dei suoi caratteri ambientali, storici, culturali ed estetici, e di porre le premesse per realizzare un ambiente,  in cui l’impatto sonoro sia compatibile con le necessità di una sana esistenza umana e dello sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità residente.

Nota di approfondimento:

Il paesaggio sonoro costituisce un ambito di studio e di ricerca scientifica ed estetica interconnesso con innumerevoli settori disciplinari della conoscenza e della gestione del rapporto dell’uomo con l’ambiente, la cui importanza per la salvaguardia dell’identità culturale (e non solo) delle popolazioni e dei luoghi si rivela giorno per giorno sempre più rilevante.

"Il paesaggio sonoro del mondo sta cambiando, L'universo acustico in cui vive l'uomo moderno è radicalmente diverso da ogni altro che l'ha preceduto.(...) Quale rapporto esiste tra l'uomo e i suoni del suo ambiente, che cosa accade quando questi suoni cambiano?"[1]

Oggi, ad oltre trent'anni di distanza, le domande proposte dal musicista canadese Raymond Murray Schafer non hanno perso la loro importanza e ci inducono a riflettere su un dato: l'insufficiente attenzione da noi rivolta verso la realtà acustica del mondo in cui viviamo, sia sotto gli aspetti negativi (l'aumento costante e diffuso dell'inquinamento acustico) sia sotto quelli positivi, (la ricchezza, la varietà e la bellezza variamente offerte dai paesaggi sonori naturali e da molte attività umane).

Ciò che intendiamo come ‘paesaggio sonoro’ è l’insieme dei suoni (intesi nella complessità del duplice concetto di suono-rumore) che è possibile rilevare in un ambiente acustico.

Il mondo brulica di eventi acustici, che sollecitano la nostra coscienza e s’imprimono sui nostri vissuti in modo profondo: i luoghi che abitiamo e in cui viviamo sono segnati da una loro identità sonora, legata alla loro morfologia, alle specifiche configurazioni naturali, alle forme di insediamento che lo popolano, alla dimensione culturale di chi ne utilizza le risorse. Ovunque vi sia vita, c'è suono, ed il mondo va paragonato ad una grande composizione musicale, di cui saremmo, al tempo stesso, attori e fruitori. Il suono è aspetto del presentarsi del mondo alla nostra coscienza, una spia che ne rivela le intime articolazioni. L'esperienza del suono è quindi esperienza di un ambiente, dei movimenti che lo permeano e delle emozioni che collegano i suoni alla morfologia dei luoghi in cui lo esperiamo… [2]

Andare attraverso il territorio, città o campagna, passeggiando, permette di osservare i luoghi, gli edifici, gli abitanti e le loro attività con la possibilità di cogliere i particolari ed il loro contesto.

… (oggi) nel mondo che ci circonda, un inarrestabile ed indifferenziato ronzare, sordo e povero d'informazione, riempie l'ambito in cui, nel quotidiano, sfilano anonime forme di vita: rumori di traffico aereo, urbano, di condizionatori d'aria, di produttività cieca riempiono e rendono insensibile, nel loro stratificarsi, l'orecchio e la coscienza dell'uomo moderno.[3]

Per un recuperare un ascolto attento, efficiente ed efficace - al di là della conoscenza delle tecniche - il passaggio principale sarà necessariamente attraverso la consapevolezza e la messa a fuoco delle proprie sensazioni e percezioni. Occorre, infatti, riappropriarsi del proprio strumento percettivo - il corpo - prima di poter ragionare sui fenomeni della realtà nella quale ci muoviamo.

Questo approccio consente un contatto ravvicinato con le proprie percezioni ed un percorso di esplorazione della propria relazione con il mondo circostante, e, di conseguenza, offre l’occasione per la conoscenza e il riconoscimento dell’identità propria e del territorio esplorato.

(a cura di Giulio Pirrotta, Ars Nova)


[1] R.M. Schafer The Tuning of the world 1977, it. R.M. Schafer Il paesaggio sonoro Unicopli. Milano, 1985

[2] Carlo Serra Spazio musicale e paesaggi sonori in Incontri, a cura di Paolo Scarnecchia, Ismez – Onlus Editore, Roma, 2002

[3] ibidem