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Storie di Sicilia

L,a storia orale, cioè la storia ricostruita attraverso le fonti orali, può essere definita come testimonianza di eventi particolari del nostro passato, restituiti al ricercatore attraverso il racconto di alcuni protagonisti o partecipanti.

Così intesa, essa si distingue dalla tradizione orale, essendo quest’ultima riferibile ad un'insieme di regole e comportamenti formalizzati e condivisi da una comunità, cioè a modelli culturali contrassegnati dalla collettività, serialità, iteratività e da una maggiore staticità e sedimentazione nel tempo e nello spazio.

La storia orale è piuttosto una narrazione individuale, il racconto autobiografico di un'esperienza, che emerge e prende corpo attraverso lo stimolo dell'intervistatore: la sua natura è dunque dialogica, relazionale, basata su uno scambio di parole, sguardi, espressioni, pause e sospensioni.

Accanto alla comunicazione verbale, assumono significato e rilievo tutta una serie di elementi che interagiscono col contesto situazionale, ed il concorso di altri codici, come quello gestuale e della mimica facciale. Questo rende molto opportuno, nel lavoro di ricerca delle fonti orali, non soltanto il ricorso alla registrazione audio ma anche alla video-intervista.

A differenza del documento scritto, la storia orale non può essere reperita dallo storico e dall'antropologo in un archivio ma si costruisce in loro presenza e con la loro diretta partecipazione.

Entrano in gioco così altri fattori, più legati alla particolare relazione che si crea fra l'intervistatore e l'intervistato durante la conversazione, in un preciso momento (“hic et nunc”, qui ed ora), e dunque al rapporto fra il presente e il passato di cui si parla attraverso l'esercizio della memoria. Diviene superfluo, a questo punto, utilizzare una griglia di domande già predisposte che regoli l'esito dell'intervista: occorre invece una preventiva e puntuale conoscenza degli argomenti, un bagaglio d'informazione memorizzata che permetta di seguire senza intoppi i percorsi proposti dall’intervistato, piuttosto che un questionario rigidamente strutturato in funzione degli obiettivi della ricerca. Spesso, infatti, il punto di vista del ricercatore non coincide con quello del narratore e l'ordine del giorno che lo studioso si è prefisso inizialmente verrà capovolto da quelle che l'informatore ritiene sue priorità nel raccontare le vicende.

Non è detto, in altre parole, che quello che allo studioso interessa sapere nell'ambito del discorso coincida con quanto l'informatore vuole raccontare o evidenziare nel corso dei suoi ricordi.

Viene così ad assumere rilevanza ciò che a priori poteva sembrare ininfluente e viceversa: come sostiene Alessandro Portelli, professore di Letteratura Americana a Roma e pioniere della storia orale, “il lavoro con le fonti orali è in primo luogo un'arte dell'ascolto che va ben oltre la tecnica dell'intervista aperta”.

Spesso è proprio questo andare oltre i confini degli argomenti trattati che assume rilievo prevalente e fa emergere conoscenze imprevedibili. Anche quando la seduta di registrazione è chiusa, un elemento, un dettaglio, un ricordo occasionale - il classico “fuori programma” o il non detto - possono condizionare il corso delle indagini.

Nel corso della registrazione, una semplice introduzione ai temi della ricerca, seguita da pochi e brevi incisi, potrà dare luogo a esiti molto soddisfacenti, favorendo una narrazione quanto più fluida possibile.

Una serie di registrazioni costituirà nel tempo tanti moduli narrativi che opportunamente confrontati, anche col supporto delle fonti scritte, si riveleranno utilissime spie, rivelatrici di mentalità, di atteggiamenti, di punti di vista diversi rispetto ad eventi eclatanti della nostra storia.

Si pensi, per fare solo qualche esempio, alle innumerevoli esperienze direttamente riferibili da parte di testimoni che hanno vissuto il secondo conflitto mondiale, lo sbarco degli americani in Sicilia e il separatismo, le alleanze fra gli agrari e il banditismo, la riforma agraria in Sicilia e l'occupazione delle terre da parte dei contadini, con la strage di Portella delle Ginestre; e, ancora, eventi più recenti, come il '68 e il movimento studentesco, le vicende legate alla criminalità mafiosa degli ultimi decenni del Novecento e molto altro ancora.

Orietta Sorgi