Questo sito utilizza servizi di statistiche esterni alla struttura. I servizi di statistiche utilizzano cookie per elaborare i propri dati. L'utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Informativa estesa. Continuando ad utilizzare il nostro sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. 

News & Eventi

Notizie relative a convegni, presentazioni, mostre, pubblicazioni e iniziative dell'amministrazione o di enti o associazioni partner.

 

martedì 24 ottobre 2017, ore 17.00

 

SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI:
riscoperta di una chiesa normanna


Palermo, Palazzo Ajutamicristo, via Garibaldi n. 41

Nuovo incontro del ciclo: “Rassegna culturale 2017” martedì 24 ottobre 2017, a Palazzo Ajutamicristo, alle ore 17.00, dal titolo: “San Giovanni dei Lebbrosi: riscoperta di una chiesa normanna”.

Ubicata alla periferia meridionale della città, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi è uno dei monumenti più noto ai Palermitani per le caratteristiche cupole arabeggianti. In realtà la storia del sito e delle consistenti trasformazioni architettoniche subite dall'edificio nel tempo, è ancora per molti aspetti sconosciuta. Per questo motivo una missione di ricerca del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas di Madrid , in collaborazione con la Soprintendenza di Palermo, ha avviato dal 2015 un intenso programma di ricerca, dapprima attraverso un'attenta lettura delle architetture dell'edificio e da poche settimane con la prima campagna di scavi archeologici.
I responsabili di queste ricerche presenteranno i risultati preliminari delle indagini che evidenziano come solo un approccio interdisciplinare allo studio di un monumento complesso come San Giovanni dei Lebbrosi, tra architettura, archeologia e lettura delle fonti documentarie, possa costituire una base di ricerca solida per la sua conoscenza.
All'incontro, che sarà introdotto dal Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, dott.ssa Maria Elena Volpes, dal Soprintendente di Palermo, dott. Sergio Gelardi e dal Dirigente dell'U.O. per i beni archeologici di Palermo, dott. Stefano Vassallo, saranno presenti gli studiosi impegnati nella ricerca: prof. Giuseppe Mandalà, prof.ssa Maria Angela Utrero Agudo, prof. Nacho Murillo, dott. Angelo Castrorao, dell'Università di Madrid e la dott.ssa Giuseppina Battaglia della Soprintendenza di Palermo.

 

 

 

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (San Giovanni dei Lebbrosi - locandina 24.10.17.pdf)San Giovanni dei Lebbrosi 24-10-2017Locandina533 kB
Conferenza di presentazione: Progetto “Carta archeologica di Lilibeo”
Università di Amburgo e di Palermo
21 settembre 2017, ore 17.00 Museo Lilibeo

 

Sabato 23 settembre si concluderà la prima campagna topografica condotta nel Parco archeologico di Lilibeo dalle Università di Amburgo e di Palermo, in regime di Convenzione con il Polo regionale di Trapani e Marsala.
La proficua collaborazione con i prestigiosi Istituti universitari, iniziata nel 2007 con la Soprintendenza di Trapani per la realizzazione di campagne di scavo nella “Zona Mura” del Parco archeologico di Lilibeo (settore nord-orientale delle fortificazioni), dirette dai proff. Nicola Bonacasa e Inge Nielsen, e proseguita dal 2012 con il Museo Lilibeo, allora sede del Parco archeologico e ambientale di Marsala, è stata di recente rinnovata con il Polo regionale di Trapani e Marsala, di cui il Museo fa parte.
La missione, composta da docenti e ricercatori delle due Università, è coordinata da Martina Seifert, per l’Università di Amburgo, e da Antonella Mandruzzato, per l’Università di Palermo.
Il nuovo Progetto di ricerca è finalizzato alla realizzazione della prima Carta archeologica di Lilibeo. L'obiettivo scientifico è la ricostruzione dell'impianto urbano antico; a tal fine si utilizzerà sia il rilievo strumentale delle strutture archeologiche del Parco, sia il telerilevamento a bassa quota con il drone. La carta archeologica, oltre ad essere un importante strumento per lo studio dell’urbanistica, costituirà il punto di partenza per future indagini archeologiche.
Il Progetto sarà presentato giovedì 21 settembre, alle ore 17.00, presso il Museo Lilibeo, con una conferenza dal titolo “Per una carta archeologica di Lilibeo”.
Dopo i saluti del Sindaco di Marsala, dott. Alberto Di Girolamo, introdurranno i lavori il direttore del Polo regionale, arch. Luigi Biondo e la dirigente del Museo, dott.ssa Anna Maria Parrinello. A seguire, Antonella Mandruzzato, Martina Seifert e Debora Oswald presenteranno una breve storia dell’attività della Missione e il nuovo progetto, Oscar Belvedere, docente di Topografia antica, illustrerà scopi e finalità della carta archeologica, ed infine Mauro Lo Brutto, docente di Elementi di topografia e fotogrammetria, parlerà dell’uso del drone in ambito archeologico.

 

Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala
Lungomare Boeo n° 30 – 91025 MARSALA
tel. – fax 0923 952535
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (per carta_archeo1.jpg)Per una carta archeologica di LilibeoLocandina evento1925 kB

23A Settimana Alfonsiana. Palermo, 23/30 settembre 2017 

Logo della Rivista Segno, Palermo

 

 Il discorso dei due pani

“Volete andarvene anche voi?”. Questo interrogativo ai Dodici – tema della 23A Settimana Alfonsiana – chiude il discorso che Gesù, nel cap. 6° del Vangelo di Giovanni, aveva iniziato in modo singolare: col gesto di sfamare cinquemila uomini con “cinque pani d’orzo e due pesci secchi”. La gente non comprende molto. Cerca Gesù ma per farlo re: un motivo dal quale egli fugge e non si fa trovare. Quando torna tra la gente dice, con un po’ d’ironia: “Voi mi cercate non perché avete visto i segni ma perché avete mangiato dei pani e vi siete saziati”. Soggiunge: “Procuratevi non il cibo che si consuma ma quello che dura per la vita eterna”. È il discorso dei due pani – il pane dello stomaco e quello del cielo – alla cui intelligenza Gesù tenta di sollevare coloro che “hanno mangiato e si sono saziati”. Il confronto si fa drammatico fino alle espressioni scioccanti: “Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue non avrà la vita eterna”, che sono un’anticipazione di quanto dirà nell’ultima Cena. Ora Gesù lascia intravedere il filo sottilissimo che unisce i due pani senza soluzione di continuità. Pani distinti e pure identici, in nessun modo separabili. Dice infine: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”.

Il senso dell’unità dei due pani è chiaramente lui: la sua vita, il suo destino, il suo Vangelo: ciò che, senza misericordia, lo porterà dritto in croce, alla sconfitta.

La reazione dei discepoli è netta. “Il tuo discorso, gli dicono, è duro: chi può accoglierlo?”. Molti discepoli l’abbandonano. Notevole è la reazione di Gesù: rivolto ai Dodici rilancia: “Volete andarvene anche voi?”. Un momento drammatico di verità e parresía. Un invito a seguirlo ma in assoluta libertà, senza condizioni e garanzie. E un avviso per il futuro: “senza libertà” si può fare quel che si vuole: tranne seguire Gesù o un cristianesimo degno di questo nome.

Il futuro, in realtà, cominciò subito: appena Gesù cessò di respirare. Sono passati duemila anni indubbiamente non privi di testimonianze credibili, ma anche, e forse più, di infedeltà. Di cui tutti oggi chiedono – ai cristiani e alla Chiesa – di rendere conto.

Discriminante è il discorso di Cafarnao sui due pani, in cui decisivi sono i poveri, con una vita da salvare e uno stomaco da sfamare.

È ciò che, tutti i giorni, predica Papa Francesco, che non pochi, dall’interno della Chiesa, vogliono fare tacere. Uno scandalo. E una sfida, epocale. La più evangelica di tutte le sfide.

Nino Fasullo

 

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (SEGNO_23ª Settimana Alfonsiana 3 ante_no XXIII (1).pdf)23A Settimana AlfonsianaProgramma427 kB

San Benedetto il Moro e i Giudei di San Fratello

 

Locandina evento

www.museomusicapeloritani.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Presentato in un una conferenza stampa il rostro in bronzo della battaglia delle Egadi combattuta nel 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi

 

E’ stato presentato durante una conferenza stampa presso l’Istituto Roosevelt - Soprintendenza del Mare, a Palermo, il recupero del rostro in bronzo. Il rinvenimento, nei fondali a nord–ovest dell’isola di Levanzo, nel tratto di mare dove si ritiene si svolse la battaglia delle Egadi tra Romani e Cartaginesi, conferma la veridicità dell’ipotesi storica e aggiunge un tassello importante alla conoscenza del luogo esatto dove, il 10 marzo del 241 a.C., avvenne l’epico scontro che cambiò la storia della Sicilia e del Mediterraneo.

Il suo recupero, a 80 metri di profondità, è stato possibile grazie alla fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e la RPM Nautical Foundation statunitense. All’incontro hanno preso parte il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, e William Murray dell'University of south Florida Peter Campbell e Meteuse Polarosokj University of Southampton, tutti della RPM Nautical Foundation. Il Soprintendente Tusa ha messo in rilievo il valore del recupero che incrementa il patrimonio culturale della Sicilia. Il reperto presenta la novità assoluta, tra i 12 finora identificati, di avere la parte lignea della prua della nave all’interno. La sua estrazione e conseguente studio darà preziose informazioni sulla tecnologia navale adoperata per costruire le navi da guerra in quel periodo. Si notano le parti finali della chiglia, del dritto di prua, delle due cinte laterali e della trave di speronamento.

Alfonso Lo Cascio Tel. 335.7957310

Conferenza stampa - Battaglia Egadi

 

Roma e Cartagine: la battaglia delle Egadi dai libri di storia alle ricerche sui fondali

 

Il rostro recuperato

Il rostro in bronzo è stato recuperato laddove da anni si ritiene fosse avvenuta la battaglia delle Egadi tra Romani e Cartaginesi, a 80 metri di profondità, nei fondali a nord – ovest dell’isola di Levanzo. Questa importante scoperta conferma la veridicità delle ipotesi e aggiunge un tassello importante al patrimonio culturale della Sicilia. Il rostro presenta una decorazione costituita da un elmo con tre piume in altorilievo sulla guaina superiore dove si trova anche l’iscrizione che reca il nome del questore che contribuì finanziariamente alla realizzazione della micidiale arma da guerra navale.

Il reperto presenta la novità assoluta tra quelli finora identificati di avere la parte lignea della prua della nave all’interno. La sua estrazione e conseguente studio fornirà preziose informazioni sulla tecnologia navale adoperata per costruire le navi da guerra in quel periodo. Si notano già le parti finali della chiglia, del dritto di prua, delle due cinte laterali e della trave di speronamento. Il rostro, visibilmente danneggiato dall’azione di guerra, combatté il 10 marzo del 241 a.C.

Un’altra pagina di storia è stata svelata attraverso la sistematica collaborazione tra storici, archeologi con l’ausilio ormai indispensabile della tecnologia elettronica ed oceanografica nell’ambito di una fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e la RPM Nautical Foundation statunitense.

 

La battaglia delle Egadi

E’ il 10 marzo del 241 a.C., un giorno epocale per la Sicilia, il momento in cui la Sicilia diventa terra “occidentale” dove campeggia già austera la fisionomia di Roma.

La battaglia delle Egadi è uno di quegli eventi che, da Polibio in poi, hanno alimentato il dibattito sulle guerre puniche, sulle loro cause e sulla svolta geopolitica che ne conseguì, ed hanno acceso l’immaginazione della gente soprattutto sulla spettacolarità delle vicende belliche..

I Cartaginesi di Amilcare erano assediati sulle balze nord-orientali del monte Erice che sovrasta la città di Trapani (l’antica Drepanum). I Romani ne tenevano saldamente le pendici occidentali e la vetta lasciando in mano nemica soltanto un corridoio che dava accesso al mare nei pressi dell’odierna baia di Bonagia. La situazione si aggrava con l’arrivo della flotta romana che occupa le acque antistanti Drepanum e le rade di Lilibeo. L’intera costa occidentale dell’isola resta quindi tagliata fuori da ogni collegamento con Cartagine; Lilibeo, fondamentale snodo marittimo e terrestre della Sicilia punica, rimane senza sbocchi a causa del blocco romano.

I Cartaginesi tentano di tutto pur di soccorrere Amilcare chiuso sul monte. A tal proposito approntano una forza navale al comando dell’ammiraglio Annone che, partita da Cartagine, raggiunge Marettimo (Hiera) dove attese vento e mare favorevoli per l’ultimo balzo verso la Sicilia per soccorrere i propri connazionali.

Lutazio Catulo intuisce la rotta delle navi puniche che, da Hierà, evitando naturalmente la costa pattugliata tra Drepana e Lilibeo, avrebbero puntato su Erice, ampliando il raggio di navigazione verso l’accesso nord-orientale dell’attuale Torre di Bonagia: occorreva tagliarne la rotta, volgendo a favore dei Romani quel forte libeccio che, pur propizio alle vele nemiche, non le avrebbe comunque alleggerite del pesante carico di vettovaglie in caso di un attacco a sorpresa.

Lo scontro avvenne a Nord di Levanzo laddove le ricerche archeologiche effettuate in collaborazione con la RPM Nautical Foundation hanno messo in evidenza le prove che ormai fugano ogni dubbio sulla reale cinetica della battaglia.

Lutazio Catulo si nascose dietro l’alta mole di Capo Grosso di Levanzo e, quando vide sopraggiungere il nemico a vele spiegate diede ordine di tagliare le cime d’ormeggio e salpare in fretta in modo da colpire le navi nemiche al traverso. Ci volle poco a scatenare la confusione e lo sgomento tra i marinai cartaginesi. In preda al panico parte della flotta rientrò verso Cartagine, parte fu distrutta o catturata da Lutazio Catulo. L’episodio concluse la Prima Guerra Punica tra Cartaginesi e Romani.

 

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (conferenza stampa.JPG)Conferenza Battaglia Egadi 2 474 kB
Download this file (Foto di gruppo funzionari della Soprintendenza del Mare e ricercatori della RPM Nautical Fundation.JPG)Conferenza Battaglia Egadi 3 133 kB
Download this file (Foto Recupero Rostro.jpg)Foto Recupero Rostro.jpg 553 kB
Download this file (IMG_20170630_170459.jpg)Rostro Egadi 1 3269 kB
Download this file (IMG_20170630_170526.jpg)Rostro Egadi 2 3183 kB