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Selinunte insieme a Hulot e Fougères”

a cura di Adriana Fresina e Giuseppe L. Bonanno

Martedì 8 ottobre 2013, presso l'Albergo delle Povere di Palermo,

Giulia Davì
Direttore del Centro Regionale per l'
’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione

Sebastiano Tusa
Direttore della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali del Mare

hanno presentato il volume.

 In questo volume si presenta la traduzione italiana di Sélinonte. Colonie dorienne en Sicile. La Ville, l’Acropole et les Temples (ed. or. Librairie générale de l’Architecture et des Arts décoratifs, Massin ed., Parigi 1910, pp. XII + 318, 204 ill. e 14 tavv. fuori testo), di Gustave Fougères, professore alla Sorbona, con rilievi e ricostruzioni di Jean Hulot, architetto borsista dell’Accademia di Francia a Roma.

L’opera, ormai di difficile reperibilità, pur essendo stata utilizzata per anni da storici e archeologi per la quantità e qualità delle informazioni e delle immagini, non ha mai avuto una traduzione integrale in italiano.
Nata dalla collaborazione, allora inedita, tra un architetto e un archeologo, essa assicurò ai suoi autori grande notorietà e, per tutto il XX secolo, ha rappresentato la più completa ed esaustiva opera su Selinunte.
Pubblicata in soli cinquecento esemplari in formato in-folio, concluse una prestigiosa collana formata da otto titoli e stampata col contributo del Ministero della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti.
Nel maggio 1910, l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres assegnò un premio ai due autori per Sélinonte, come migliore opera dell’anno.
Da allora molto si è fatto a Selinunte, si sono moltiplicati gli scavi e gli studi sulla splendida colonia megarese, arricchendo le nostre conoscenze; ma il volume di Hulot e Fougères resta un’opera che ha segnato la storia delle pubblicazioni archeologiche, inserendosi nell’ambito dello studio dell’urbanistica applicata al mondo antico.

La pubblicazione è organizzata in tre parti. La prima è costituita da due saggi: Appunti selinuntini, che riassume le fasi della ricerca a Selinunte sino al 1910; Jean Hulot e Gustave Fougères, ieri e oggi, che fornisce preziose informazioni sui due autori dell’opera e sul periodo storico-culturale in cui questa prende vita.
La seconda parte è dedicata alla traduzione dell’opera, che mantiene l’impostazione grafica dell’edizione francese. La terza parte contiene una bibliografia, non presente nell’opera di Hulot e Fougères, che raccoglie tutte le opere e le fonti antiche citate dai due autori. Sempre in questa terza parte è pubblicata la traduzione di una Memoria – anch'essa inedita – di J. Hulot, precedente alla pubblicazione di Sélinonte. Fanno parte del volume le tavole a colori originali di J. Hulot, acquisite presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts (ENSBA) di Parigi, quasi tutte corrispondenti a quelle pubblicate nell’edizione francese, originariamente stampate in monocromia, mentre alcune sono inedite.

Anche questa edizione di Sèlinonte è frutto di una collaborazione, un lavoro di équipe, a cui tanti hanno partecipato; in particolare, Giuseppe L. Bonanno (studioso di Storia della Sicilia e di Letteratura archeologica), Adriana Fresina (archeologa, dirigente dell’Assessorato regionale dei Beni culturali), Martine Fourmont (archeologa, membro onorario del Centre National de la Recherche Scientifique, Institut de Recherche sur l’Architecture Antique, Parigi), Donatella Metalli (funzionaria archeologa del CRICD) e Fabio Militello (architetto, cui si deve il progetto grafico dell’opera). Il volume – realizzato presso i laboratori grafici del Centro regionale per il catalogo e la documentazione – raccoglie, anche, una preziosa documentazione fotografica conservata presso gli archivi del Museo Storico della fotografia siciliana dello stesso Centro.

Jean-Louis Hulot – architetto (Parigi 1871 - 1959). Tra i suoi lavori: il convento di Saint-François a Parigi, la cattedrale di Saint-Sernin a Tolosa, la torre Pey-Berland a Bordeaux. Ottenne il Grand Prix de Rome nel 1901. Nel maggio 1904 fu a Selinunte in compagnia dell’architetto Léon-Henri Prost, che l’aiutò nei rilievi, e del pittore Alphonse Monchablon. I suoi Invii (Envois) all’ENSBA furono: nel 1905, Stato attuale di Selinunte, con acquerelli; nel 1906, Restauri dell’Acropoli di Selinunte, 17 disegni e Memoria. Il giovane architetto francese dedica alla Cappella Palatina di Palermo l’Invio che, da borsista dell’Accademia di Francia a Roma (Villa Medici), deve consegnare all’Accademia delle Belle Arti di Parigi per il suo Terzo Anno (1903). Ma è l’anno successivo (1904) che Jean Hulot s’interessa a un argomento nuovo, se non insolito per un pensionnaire: allontanandosi dalla tradizionale monografia dedicata ai grandi monumenti religiosi, l’architetto sceglie un tema molto più moderno, vuole far conoscere tramite i suoi rilievi e i suoi restauri-ricostruzioni l’insieme della vita di un grande sito urbano dell’Antichità, Selinunte, una delle città più importanti e splendide del Mediterraneo.

Gustave Adolphe François Fougères – archeologo (Baume-les-Dames 1863 - Parigi 1927). Fu allievo dell’École Normale Supérieure nel 1882, membro della 36a classe dell’École Française d’Athènes (EFA) nel 1885, dottore in Lettere a Parigi nel 1898, direttore dell’EFA dal 1913 al 1919, professore di Archeologia alla Faculté des Lettres di Parigi dal 1918 al 1927, membro ordinario dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres nel 1922. L’Accademia lo onorò, l’anno successivo alla morte, con un elogio funebre tenuto dal secrétaire perpétuel, René Cagnat, dal titolo Notice sur la vie et les travaux de M. Gustave Fougères, membre de l'Académie. Fougères effettuò numerose missioni in Grecia e in Asia Minore, tra il 1886 e il 1889; scavò in particolare a Mantinea, pubblicando, quindi, il voluminoso studio del 1898, Mantinée et l’Arcadie Orientale. Nel corso del suo insegnamento in Francia, tornò parecchie volte in Grecia e compose così una Guide de Grèce, di grande erudizione.

 

 

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