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File
Titolo
La fera di la Madonna di la Tagghiata a Castedduvitranu
Operatore
G.Pasciuta
Data di registrazione (aaaa-mm-gg)
2020-04-20
Luogo di registrazione
Castelvetrano
Descrizione

Brano letto dal prof. Giuseppe L. Bonanno, tratto dalla raccolta "Cialòma" di Nino Atria.

Per il TESTO vedi files a corredo

TRADUZIONE

La fiera della Madonna della Tagliata
a Castelvetrano


Andiamo tutti alla Tagliata
Che la festa è cominciata
Ed il padre cappellano,
Dice già al sagrestano:
Masi suona! Suona le campane!
Per la Vergine Maria.
Suona, suona e non stancarti,
Che questi colpi sono denari.
Ed il vecchio mastro Masi,
Circondato da gentaglia,
Tra i fischi e tra le urla,
Fatto subito il segno della croce,
Prende in mano il battaglio,
E ti forma un gran pasticcio
Di solenni colpi di battaglio,
Tutti male assestati.
Già le tende sono davanti,
Dei soliti venditori,
Con orci medi e orci piccoli,
Per accontentare i bambini;
E le baracche sono piene
Di pentole e bacinelle,
Di cucchiai e cucchiaioni,
Di forchette e forchettoni;
Di pitali e di caraffe,
Di bottiglie smerigliate,
Di piatti, di grandi tazze,
Di bicchieri e candelieri;
Di cosette, di scarpine,
Di lacci e di pantofole,
Di cerotti, di cataplasmi
Per i begli innamorati;
Di speroni, di stivali,
Di siringhe e di braghiere.
E più sotto, di corpetti,
Di fard e saponette;
Di grembiuli ricamati,
Per le donne impupate;
Di berretti e berrettoni
Di camicie e di bottoni,
Di cravatte sgargianti
Per le donne formose.
E poi vengono le trombette,
Zampognette ed organetti,
Marranzani e carrozzelle,
Fischietti e tamburelli.
Cavallucci e pupi eretti,
Come quelli di paese;
Ruote, palle, sciabolette,
Cartucce e fuciletti.
E più sotto: grandi bisacce (di palma nana),
Ceste (di paglia) grandi e grandi panieri (di canna),
Ventagli (di paglia) e museruole,
Scope, corde, e selle,
Casse, scale, tavolini,
Credenze e comodini,
Bei lavatoi e assi per lavare,
scaldaletti e spianatoi (1). –
Tutto questo in una strada,
Dove c’è un gran fumo,
Un odore di salsiccia,
Una vera contentezza;
Mentre l’uomo a pezzo a pezzo,
Si pasteggia i rocchi (di salsiccia),
Contenenti tutti i tipi, 
Di miscugli e carni morte.
“Vieni mangia! Vieni frigge!”
Per decenza non ghermisci,
Quella carne tutta esposta,
Nella strada a bella posta;
Quelle belle melenzane,
Fatte a quaglia (2) intere intere,
Quelle eccezionali patate,
A pezzi a pezzi o sfarinate;
Quella calia (3), quel torrone,
Quelle fette di melone,
Quelle pesche,  quelle noci,
Quella ragazza bella e dolce,
Che alla fiera se ne scende,
Che attira e tutto vende;
Nel gioco del gallo,
Del palo e del fuoco. –
Sopra una piccola salita,
Ci sono guardie e commercianti
asini, muli con campane,
porci, ed altre persone;
E tra questi sono venduti,
Tante razze di cornuti.
Verso già l’avemaria,
Alla Vergine Maria,
Si presentano le squadre,
Delle figlie  e dei padri;
Perché è un vero gran peccato
Quando un padre scellerato,
Non porta alla fiera,
Quella figlia che lo spera.
E si vedono arrivare,
Tante ragazze belle e care,
Tutte in cerca di fortuna,
Tra le grida e gli spintoni.
Poi, si sente! Oh tu! Bellezza!
Ch’è una cosa scandalosa!…
E più sopra, un grido,
Per una grande coltellata;
Padri e madri,  mi sentite?
Per la fiera non uscite.
In mezzo a tanti ubriaconi,
Ahi! Si perde la fortuna!
In questo tipo di giornate,
Fate cose inutili,
E il padre Cappellano,
Con la borsa nella mano,
Sta alla porta ad aspettare,
E vi sottrae i denari:
Mentre Masi scampana,
Per la Vergine Maria,
E dà con forza colpi di battaglio,
Senza alcuna pietà! –
Non si vede, non si discute,
E il tempo intanto scorre;
Viene infatti la notte,
E finisce a pagliacciata.
 

 

(1)  Ovvero tavole di legno per impastare o per mangiare senza piatti.
(2)  Tagliate da sotto, per due terzi, in quattro parti, e poi fritte.
(3)  Ceci tostati.

 

 

 

 

Categoria
Audioletture in Siciliano
Keywords
Atria siciliano fiera
Ente
privato

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