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File
Titolo
San Benedetto il Moro e la peste
Operatore
G.Pasciuta
Data di registrazione (aaaa-mm-gg)
2020-04-16
Luogo di registrazione
Palermo
Descrizione
PALERMO AL TEMPO DELLA PESTE
Brano letto da Filippo Verna Cuticchio

Tratto (con adattamento) da: San Benedetto il Moro,
Le interrogatorie del processo di Palermo

Palermo, giorno 2 Marzo1626

Io mi chiamo Domenico Grimaldi di Palermo, figlio di Francesco Grimaldi e Paula Nastasi, son d’età d’anni 16 incirca, imparo grammatica nelle schole della Compagnia di Giesù et vengo a questo esame chiamato dal padre frat’Antonino di Randazzo, minore osservante reformato.

Alli principii che s’attaccò il male contagioso in questa città di Palermo, cioè nell’anno 1624, un giorno tra l’altri io mi sentii venire un gran dolore di testa il qual mi causò vomito. Et perchè mi sentivo tutto riscaldato mi ritirai in casa et stette per spatio di tre giorni sempre aggravato di detto dolore e con continui vomiti. Il terzo giorno però, verso la sera, mi sentii un gran dolore verso la coscia destra parendomi che neanco potevo caminare et toccandomela con la mano e trovai che ci era un bozzo della grandezza d’un ovo di palumba, un poco più o manco. Del che tutto mi atterrii e spaventai parendomi che già ero appestato, per il che chiamai Angela, mia sorella, che mi desse qualche aiuto, giachè mia madre si trovava fuora di casa, et esse tutte addolorate cominciorno a piangere come fece anco mia madre quando tornò in casa, havendoci io detto come havèa il bozzo, e così ce lo mostrai et essa mia madre cominciò a piangere, mi dava animo dicendomi che mi raccomandasse a fra’ Benedetto di San Fradello e che confidasse il lui. Per il che mi mesi un quadro della sua imagine di sopra che stava in casa nostra, et io raccomandandomici devotamente fece voto d’andare a visitare il suo corpo a piedi scalzi in evento che mi liberasse della peste e mi rendesse la sanità. Passai in questa maniera tutta la notte con grandissimi dolori e tutto impavorito ma verso la mattina incominciando un po’ a sudare mi adormentai ed essendomi svegliato dopo tre hore incirca di sonno mi trovai tutto bagnato di sudore e rinvigorito di maniera che mi parse d’essere sano, con le carni fresche senza dolore di testa et toccandomi la coscia non ci trovai il bozzo. Del che tutto allegro chiamai mia madre e le mie sorelle dicendoli con grandissimo contento come per gratia di Dio e per intercessione del Suo servo fra’ Benedetto io ero sano e liberato dal contagio. Laonde uscii dal letto liberamente e così ho perseverato sino alla presente giornata per gratia di Dio nostro signore et perchè riconobbi che questo fu miraculo egratia ottenuta dal sudetto padre fra’ Benedetto, per adimplimento del voto fatto, avanti che passassero otto giorni, mi n’andai con li piedi scalzi a visitare il suo corpo nella chiesa di Santa Maria di Gesù et a renderci le gratie per il beneficio ricevuto.

Io Domenico Grimaldi confermo quanto di sopra et ho deposto per la verità.                              Giorno 2 marzo. Nona Indizione, 1626

 

 

 

Categoria
Audioletture in Siciliano
Keywords
San Benedetto il Moro miracoli peste siciliano
Ente
privato

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