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File
Titolo
Milazzo, la costruzione delle barche nel cantiere Salmeri 2/5 - video
Operatore
Massimo Tricamo
Data di registrazione (aaaa-mm-gg)
2007-01-12
Luogo di registrazione
Milazzo
Descrizione

Mastro Fano Salmeri racconta sommariamente la costruzione dello scafo, costituito da madieri, staminali, etc. Nel cantiere dei fratelli Salmeri sono state costruite sino al 1986 sia barche da pesca che da diporto, sia a remi che a motore[1], i cui scafi raggiungevano la lunghezza massima di dodici metri. Tra le imbarcazioni più grandi costruite dal cantiere dei fratelli Salmeri mastro Fano, nato nel 1930, ricorda, oltre a quella già citata degli ormeggiatori, le barche da pesca delle famiglie Spinola (S. Antonio, 1985, lunghezza scafo m. 9,50) e Amato (La Messicana, 1985, lungh. scafo m. 6,30), ormeggiate a Vaccarella, e quelle dei signori Ciccio Brunini (Anpagius B, 1982), Felice Cambria (1983) e Santino Cusumano (1985), tutte con scafo lungo intorno ai 7 metri e tutte gelosamente custodite lungo la spiaggetta di Vaccarella, dove è possibile ammirare anche una delle prime imbarcazioni realizzate interamente da mastro Fano Salmeri, la barca da pesca, di proprietà della famiglia D’Amico, denominata Orione e costruita nel cantiere del padre nel 1957.

 

Il cantiere del padre mastro Francesco Salmeri (1894-1976).

Coadiuvato dal figlio primogenito Nino («Ninài») nonché da Francesco, Vincenzo, Giuseppe e Stefano («Fano»), quattro degli altri sette figli maschi, il Salmeri costruiva interamente in legno ed esclusivamente a mano barche da pesca e da diporto, i cui scafi raggiungevano a volte i venti metri di lunghezza.  Grazie alla cortese disponibilità del figlio Fano è stato possibile ammirare alcuni degli utensili adoperati da mastro Francesco Salmeri, in particolare i trapani a mano che consentivano di realizzare il foro che avrebbe ospitato chiodi di notevoli dimensioni, spessi anche più di un centimetro e lunghi sino a venti-trenta centimetri. Come quelli che ancor oggi è possibile osservare lungo la carcassa del palischermo S. Tommaso, ristrutturato nel 1937 proprio da Francesco Salmeri, che ebbe così l’occasione di rinnovare il grande scafo nero della tonnara del Tono, oggi abbandonato al degrado in piazza S. Papino e costruito alle soglie del Novecento dal cantiere del maestro dello stesso Salmeri, il carpentiere navale Giovanni Vitale. Trapani a mano di esigue dimensioni, i cosiddetti passatùri, venivano invece impiegati per realizzare piccoli fori. Daiùnceri, mannalòri, baccalòri e perni di carene, per citare alcune delle denominazioni dei chiodi utilizzati da mastro Francesco Salmeri, venivano dunque inseriti solo dopo avere predisposto un apposito foro col trapano a mano. La collezione di arnesi del cantiere di Francesco Salmeri include inoltre un trapano a mano dalla filettatura abbastanza consistente, che permetteva di realizzare il foro delle nottole dove sarebbe stato inserito lo scalmo adoperato per legare con un apposito nodo ciascuno dei remi. L’attività di Francesco Salmeri, eseguita manualmente in ogni sua fase - per il taglio del legno venivano adoperate la sega a mano e quella di grandi dimensioni denominata carìbulu - cessò intorno alla metà degli anni Sessanta, quando passò il testimone ai figli, che proprio allora, in seguito alla notificazione di un’ordinanza di sgombero, trasferirono il cantiere lungo il tratto di spiaggia antistante il quartiere di S. Andrea. Qui i fratelli Fano e Ninài proseguirono l’attività paterna sino al 1986, quando venne terminato l’ultimo grande scafo costruito dal cantiere Salmeri, l’imbarcazione degli ormeggiatori ancor oggi visibile lungo le banchine del molo Marullo. L’evoluzione nel frattempo impose inevitabilmente nel cantiere di c.da S. Andrea alcune innovazioni: i trapani a mano furono sostituiti da moderni trapani elettrici e furono acquistate una pialla elettrica, oggi utilizzata nel cantiere Lussino, ed una sega a nastro. Nei recenti anni Ottanta, l’ascia rimaneva comunque l’attrezzo indispensabile nella costruzione degli scafi, costruzione che proseguiva dunque, anche se in parte, manualmente.

Francesco Salmeri lavorò presso la tonnara del Tono in modo continuo tra il 1935 ed il 1945


[1] Barche a motore vennero realizzate anche nel vecchio cantiere paterno sito di fronte all’Ospedale, ma solo a partire dal secondo dopoguerra. La prima barca a motore, come ricorda oggi mastro Fano Salmeri, venne introdotta a Milazzo nel lontano 1948.

Categoria
Mestieri e Saperi Tradizionali
Keywords
barche maestro d'ascia salmeri milazzo
Ente
Privato

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